Cura dei Disturbi Gastrointestinali a Trieste
Disturbi Gastro-intestinali funzionali
I disturbi gastrointestinali funzionali (DGF) sono condizioni caratterizzate dalla presenza di sintomi cronici o ricorrenti a carico dell’apparato gastro-intestinale senza che vi siano evidenti anomalie strutturali o alterazioni biochimiche. Questi disturbi possono svilupparsi lungo tutto il tratto gastrointestinale interessato.
I criteri di Roma IV, pubblicati nel 2016, rappresentano un aggiornamento delle linee guida per la diagnosi e il trattamento dei DGF. Questi criteri si basano su un modello bio-psico-sociale, considerando l’interazione tra fattori psicosociali e alterazioni fisiologiche intestinali.
La classificazione dei DGF secondo i criteri di Roma IV include:
- Disturbi funzionali dell’esofago: come il dolore toracico di origine esofagea, la pirosi funzionale e la disfagia funzionale.
- Disturbi funzionali dello stomaco e del duodeno: tra cui la dispepsia funzionale, suddivisa in sindrome da distress postprandiale (PDS) e sindrome da dolore epigastrico (EPS).
- Disturbi funzionali intestinali: come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), che può essere classificata in sottotipi basati sulla prevalenza di diarrea (IBS-D), costipazione (IBS-C), forma mista (IBS-M) o non classificata (IBS-U).
- Sindrome da dolore addominale funzionale: caratterizzata da dolore addominale cronico senza una causa organica identificabile.
- Disturbi funzionali della colecisti e dello sfintere di Oddi: includono il dolore biliare e i disturbi funzionali del pancreas associati a disfunzione dello sfintere di Oddi.
- Malattie funzionali dell’ano e del retto: come l’incontinenza fecale funzionale e la sindrome del muscolo elevatore dell’ano.
Nel nostro intervento tratteremo le condizioni disfunzionali più diffuse quali:
Reflusso gastroesofageo (GERD – Gastroesophageal Reflux Disease)
Rappresenta il più frequente disordine esofageo ed è una condizione clinica caratterizzata dal ritorno involontario e frequente del contenuto gastrico nell’esofago. Questo quadro si verifica a causa di un malfunzionamento dello sfintere esofageo inferiore (LES), la valvola che separa lo stomaco dall’esofago.
I sintomi principali sono:
- Bruciore di stomaco (pirosi retrosternale)
- Rigurgito acido
- Dolore toracico
- Difficoltà a deglutire (disfagia)
- Sensazione di nodo in gola
- Tosse cronica o raucedine
Cause e fattori di rischio
- Alimentazione scorretta (eccessi alimentari, alcol, caffeina, spezie)
- Sovrappeso e obesità
- Fumo di sigaretta
- Stress e ansia
- Gravidanza
- Uso di alcuni farmaci (FANS, calcio-antagonisti, antidepressivi)
Complicanze: se non trattato, il reflusso gastroesofageo può portare a complicazioni come l’esofagite, le ulcere esofagee, la stenosi esofagea e, nei casi più gravi, lo sviluppo dell’esofago di Barrett (condizione precancerosa).
Dispepsia funzionale è un disturbo gastrointestinale cronico caratterizzato da sintomi persistenti o ricorrenti di dolore o fastidio nella regione epigastrica, senza una causa organica identificabile tramite esami diagnostici. Essa è oggi considerata far parte dei disturbi funzionali dell’asse intestino-cervello, secondo la classificazione di Roma IV.
Sintomi principali
- Dolore o bruciore nella parte superiore dell’addome (epigastralgia)
- Sensazione di pienezza precoce dopo i pasti (sazietà precoce)
- Gonfiore o fastidio postprandiale
- Nausea o eruttazioni frequenti
Si distinguono due sottotipi di dispepsia:
- Sindrome da distress postprandiale (PDS – Postprandial Distress Syndrome): prevale il senso di pienezza precoce e il gonfiore dopo i pasti.
- Sindrome da dolore epigastrico (EPS – Epigastric Pain Syndrome): dominata da dolore o bruciore epigastrico, indipendente dai pasti.
Cause e fattori di rischio
- Alterata motilità gastrica (ritardato svuotamento gastrico)
- Ipersensibilità viscerale
- Disfunzione del sistema nervoso enterico (NES)
- Stress, ansia e depressione
- Infezione da Helicobacter pylori (può contribuire in alcuni casi)
- Dieta ricca di cibi grassi, alcol e caffè
Diagnosi: è clinica, basata sui sintomi e sull’esclusione di cause organiche (come ulcera, gastrite o tumori) tramite esami come la gastroscopia e il test per H. pylori.
Sindrome del Colon irritabile (IBS)
E’ un disturbo gastrointestinale funzionale caratterizzato da dolore addominale ricorrente associato a variazioni nella frequenza o nella consistenza delle evacuazioni senza evidenza di anomalie strutturali o biochimiche.
Secondo i criteri di Roma IV, la diagnosi di IBS richiede la presenza di dolore addominale ricorrente almeno un giorno alla settimana negli ultimi tre mesi, associato ad almeno due dei seguenti criteri:
- Il dolore è correlato alla defecazione
- Il dolore è associato a un cambiamento nella frequenza delle evacuazioni
- Il dolore è associato a un cambiamento nella forma (aspetto) delle feci
L’insorgenza dei sintomi deve essersi verificata almeno sei mesi prima della diagnosi.
Al dolore addominale e alle alterazioni dell’alvo si associano spesso:
- Gonfiore e distensione addominale.
- Sensazione di evacuazione incompleta.
- Presenza di muco nelle feci.
- Urgente necessità di evacuare.
Sindrome da dolore addominale funzionale (FAPS – Functional Abdominal Pain Syndrome)
E’ un disturbo gastrointestinale funzionale caratterizzato da dolore addominale cronico, persistente o ricorrente, che non può essere attribuito a una causa organica identificabile. Secondo i Criteri di Roma IV, la FAPS è classificata tra i disturbi dell’interazione intestino-cervello (asse intestino-cervello), evidenziando l’importanza dei fattori psicologici e neurologici nella sua eziologia.
Il dolore addominale
- È continuo o quasi continuo
- Non è correlato a eventi fisiologici (come l’alimentazione o la defecazione).
- Interferisce con le attività quotidiane.
- Non è correlato ad anomalie strutturali
Per la diagnosi questi sintomi devono essere presenti negli ultimi tre mesi, con un esordio avvenuto almeno sei mesi prima della diagnosi.
Small Intestinal Bacterial Overgrowth (SIBO)
E’ una condizione clinica che può essere considerata un disturbo funzionale dell’intestino. Essa si verifica quando si sviluppa una crescita eccessiva di batteri nell’intestino tenue con conseguente alterazione dei processi digestivi e dell’assorbimento dei nutrienti. La SIBO è considerata una condizione con una base fisiologica, quindi più vicina a un disturbo organico, ma spesso è presente in chi soffre di disturbi funzionali intestinali. Infatti si ritiene che la SIBO sia una causa sottostante ad alcuni disturbi funzionali puri come l’IBS.
I sintomi della SIBO comprendono:
-Disturbi gastrointestinali:
- Gonfiore e distensione addominale (soprattutto dopo i pasti)
- Meteorismo (eccessiva produzione di gas con flatulenza)
- Diarrea
- Stipsi (meno comune, ma presente in alcune varianti di SIBO)
- Dolore addominale
- Nausea e senso di pienezza precoce
-Sintomi sistemici e carenziali:
- Affaticamento cronico (dovuto a malassorbimento e infiammazione cronica persistente)
- Deficit di vitamina B12 (i batteri eccessivi nell’intestino tenue la consumano)
- Carenze di ferro e altri micronutrienti
- Perdita di peso involontaria (nei casi più gravi)
- Alitosi (alito cattivo legato alla fermentazione batterica)
- Problemi cutanei (acne, rosacea, dermatiti)
-Sintomi neurocognitivi (legati all’asse intestino-cervello):
- Nebbia mentale (“brain fog”)
- Difficoltà di concentrazione
- Cambiamenti dell’umore, ansia o depressione
Diagnosi: il test più utilizzato è il breath test (test del respiro) con lattulosio o glucosio, che misura i livelli di idrogeno e metano prodotti dai batteri.
Complicanze: se non trattata, la SIBO può portare a:
- Malnutrizione e carenze nutrizionali
- Infiammazione cronica intestinale
- Sindrome dell’intestino permeabile (leaky gut)
- Peggioramento di condizioni come IBS, fibromialgia, malattie autoimmuni
Cosa possiamo fare?
- Imparare a modificare il nostro Lifestyle agendo sull’alimentazione con piani alimentari personalizzati, sull’attività fisica, sulla cura del sonno
- Imparare a gestire al meglio lo stress quotidiano
- Utilizzare l’integrazione specifica per la modulazione del disturbo disfunzionale con prodotti fitoterapici o microelementi
- Analizzare il microbiota intestinale e gestire l’eventuale disbiosi intestinale
- Utilizzare la farmacoterapia per modulare la disfunzione e il dolore associato
