Trattamento Obesità a Trieste

dr.ssa-ariella-tomasini medicina funzionale trieste

Obesità

L’obesità è una condizione patologica cronica caratterizzata da un eccessivo accumulo di tessuto adiposo tale da compromettere la salute e la qualità di vita. 

Per sono utilizzati il Body Mass Index (BMI) e la misura della circonferenza addominale. Si parla di obesità in caso di BMI pari o superiore a 30 kg/m² e con una misura di circonferenza addominale superiore a 94 cm nell’uomo e a 80 cm nella donna, valori indicativi di aumentato grasso viscerale e conseguente incremento del rischio cardio-vascolare.  

L’obesità porta a conseguenze patologiche in molti distretti  dell’organismo (cuore, rene, apparato muscolo-scheletrico).Attualmente per descrivere il rischio di sviluppo di altre patologie concomitanti all’obesità si utilizza la stadiazione di Edmonton Obesity Staging System (EOSS).

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Classificazione Obesità EOSS

  • Stadio 0: Nessuna apparente complicanza metabolica, fisica o psicologica correlata all’obesità. Il soggetto è metabolicamente sano.
  • Stadio 1: Presenza di lievi fattori di rischio metabolici (come pressione alta, glicemia lievemente elevata) o sintomi lievi di problematiche articolari o psicologiche, ma senza impatto significativo sulla qualità della vita.
  • Stadio 2: Presenza di comorbidità clinicamente rilevanti come diabete di tipo 2, ipertensione, apnea ostruttiva del sonno o depressione moderata, che influenzano la salute ma sono ancora gestibili.
  • Stadio 3: Malattie croniche avanzate o disabilità moderata legata all’obesità, come complicanze cardiovascolari avanzate, danni d’organo o limitazioni funzionali significative.
  • Stadio 4: Disabilità grave o complicanze potenzialmente letali, come insufficienza cardiaca, insufficienza respiratoria o mobilità fortemente compromessa.

 

Epidemiologia dell’Obesità

Sovrappeso ed obesità sono in globale costante crescita. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dal 1975 i tassi di obesità sono quasi triplicati in tutto il mondo. Nel 2022 la prevalenza mondiale si aggira attorno ad 1 miliardo di persone, di cui circa 650 milioni di adulti, 340 milioni di adolescenti e 39 milioni di bambini. L’obesità infantile è in continuo aumento fin dalla prima infanzia. Alimentazioni ipercaloriche e sedentarietà sono molto diffuse nei paesi industrializzati ma anche in continuo aumento nei paesi sottosviluppati. Si calcola che in Europa, circa il 60% degli adulti è in sovrappeso o obeso e in Italia, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) indicano che circa il 46% degli adulti è in sovrappeso e il 10% è obeso.

Fattori di Rischio per lo sviluppo di obesità

Vanno considerati fattori genetici e ambientali, quali:

  • Dieta ipercalorica ad elevato utilizzo di cibi processati e zuccheri semplici
  • Sedentarietà e ridotta attività fisica
  • Fattori socioeconomici e stress cronico
  • Alterazioni del microbiota intestinale e disturbi del sonno

Fisiopatologia dell’obesità

L’obesità è una patologia causata da un bilancio energetico positivo prolungato, in cui l’introito calorico giornaliero supera il consumo energetico. Ciò porta all’accumulo progressivo di tessuto adiposo. 

Il controllo del bilancio energetico dipende da un complesso equilibrio tra assunzione di cibo, dispendio energetico e stoccaggio di energia. Questo processo è regolato da interazioni tra il sistema nervoso centrale (ipotalamo), il tessuto adiposo e il sistema endocrino. Gli ormoni leptina (ormone della sazietà) e insulina (ormone ipoglicemizzante) regolano la quantità di massa grassa del nostro organismo e nel soggetto obeso i livelli di questi ormoni possono essere alterati. Inoltre a livello gastro-intestinale l’assunzione del cibo determina il rilascio di diverse molecole coinvolte nel controllo del senso di fame, di sazietà e di pienezza gastrica. Esse sono: 

  •       la grelina (ormone della fame) rilasciata dallo stomaco. Essa aumenta prima del pasto, cala dopo l’assunzione di cibo e stimola il rilascio dell’ormone della crescita (GH) a livello ipotalamico. La molecola sarebbe coinvolta anche nello sviluppo del senso di piacere associato all’ingestione del cibo.   
  •       il glucagon-like peptide 1 (GLP1) prodotto dall’intestino distale, in grado di stimolare il rilascio di insulina a livello del pancreas e di inibire il rilascio di glucagone, l’ormone pancreatico antagonista dell’insulina.
  •       il gastric inhibitory peptide (GIP) prodotto dalle cellule della parete duodenale durante il pasto. Esso rallenta l’attività secretiva di acido cloridrico e la motilità dello stomaco rallentando lo svuotamento gastrico. Il GIP stimola anche il rilascio di insulina partecipando al controllo glicemico post-prandiale.
  •       il peptide YY prodotto sempre nell’intestino distale dopo l’assunzione di cibo con funzioni non ancora chiare nella regolazione del bilanciamento energetico tra quota di cibo assunta e consumo calorico.

La conoscenza dei meccanismi regolatori della fame/sazietà ha permesso all’industria farmaceutica la sintesi di molecole attualmente utilizzabili nel trattamento dell’obesità (agonisti del recettore per il GLP1, agonisti doppi del recettore GLP1 e GIP). Questi farmaci intervengono nella regolazione del bilancio insulina/glucagone e leptina/grelina facilitando il calo di peso, riducendo il rischio cardio vascolare e rallentando la progressione di tutte le patologie legate all’obesità.

Conseguenze dell’obesità

 L’obesità si associa a numerose conseguenze descritte dalle “4 M”: 

  • mentali: depressione, bassa autostima, disordini dell’attenzione, disordini del comportamento alimentare, disordini cognitivi 
  • metaboliche: diabete mellito tipo 2, dislipidemia, ipertensione arteriosa, arterosclerosi, patologie cardiovascolari, gotta, steatosi epatica (fegato grasso)
  • meccaniche: sindrome dell’apnea notturna (OSAS), insufficienza respiratoria, osteoartrite, dolore cronico, reflusso gastro-esofageo, trombosi
  • monetarie: disabilità cronica, aumento dei costi sanitari, discriminazione lavorativa.

 

Attualmente il tessuto adiposo non è considerato solo sede di deposito energetico, ma esso è anche un organo endocrino attivo capace di produrre molecole infiammatorie (citochine). L’eccesso di tessuto adiposo, soprattutto sottoforma di grasso viscerale addominale si accompagna alla persistenza dell’infiammazione cronica silente causa di aumentata resistenza insulinica (diabete), di danno alla parete dei vasi arteriosi con aumento del rischio cardiovascolare. 

Numerosi studi suggeriscono che il microbiota intestinale svolga un ruolo chiave nella regolazione del metabolismo energetico e nello sviluppo dell’infiammazione cronica. Nell’obesità si osserva spesso lo sviluppo di disbiosi intestinalecon

  • Riduzione della diversità microbica intestinale
  • Aumento di batteri pro-infiammatori, che favoriscono l’accumulo di grasso
  • Alterata produzione intestinale di acidi grassi a catena corta con impatti negativi sul metabolismo

 

Cosa possiamo fare assieme?

  • Valutare la composizione corporea  con la tecnica della bioimpedenzometria vettoriale (BIVA) e seguire nel tempo la sua modifica 
  • Valutare i parametri antropometrici (circonferenza addominale, circonferenza del collo, rapporto circonferenza vita fianchi – WHR, rapporto circonferenza vita/altezza- WHtR) nel tempo
  • Creare un piano alimentare dedicato e personalizzato per il controllo del peso 
  • Imparare a modificare assieme il nostro stile di vita
  • Controllare l’infiammazione cronica silente con prodotti di integrazione specifici e di complemento alle terapie croniche già assunte
  • Agire sulla disbiosi intestinale
  • Qualora vi sia indicazione associare la terapia farmacologica per l’obesità

 

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